Terra dei vini “Toscana”

Durata del tour  7 ore.

tramonto_vigna_chianti_GDescrizione

Partenza da Roma alle 08.00AM  (orario consigliato) destinazione Orvieto (Umbria), in simbiosi con la rupe di tufo su cui è costruita, è un esempio eccezionale di integrazione tra natura e opera dell’uomo. Maestoso è il Duomo. In certi casi la testimonianza della consapevolezza di questo rapporto tra natura e architettura è manifestata esplicitamente, come nell’iscrizione apposta sul famoso pozzo di San Patrizio che recita “quod natura munimento inviderat industria adiecit” chiarendo appunto, che “Ciò che la natura aveva negato per la difesa – in questo caso l’acqua- lo aggiunse l’attività umana”.

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Fortunatamente oggi non è necessario salire sulla rupe a dorso di mulo, un moderno sistema di “mobilita alternativa” permette un comodo e tuttavia suggestivo accesso alla città: da un lato la funicolare, che nell’ottocento funzionava ad acqua, completamente ammodernata, e dall’altro un ascensore e scale mobili che sono anche il segno di una riappropriazione pedonale di un centro storico che si vuole a misura d’uomo per cittadini e turisti. Dopo la visita di Orvieto, trasferimento ad “Asciano” (Toscana), dove per il pranzo degusterete il meglio dei cibi e vini locali.

Il ristorante Borgo Casabianca, è una pietra preziosa della cucina Toscana.

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Dopo il pranzo e una meritata pausa, e rientro a Roma.

Trasferimenti

Prezzo auto per 1-3 persone, trasferimenti euro 360,00 iva esclusa 10%

Prezzo auto per 4-6 persone, trasferimenti euro 420,00 iva esclusa 10%

Info e costi servizi

http://www.casabianca.it

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Descrizione

Partenza da Roma alle 08.00AM  (orario consigliato) destinazione Orvieto (Umbria), in simbiosi con la rupe di tufo su cui è costruita, è un esempio eccezionale di integrazione tra natura e opera dell’uomo. Maestoso è il Duomo. In certi casi la testimonianza della consapevolezza di questo rapporto tra natura e architettura è manifestata esplicitamente, come nell’iscrizione apposta sul famoso pozzo di San Patrizio che recita “quod natura munimento inviderat industria adiecit” chiarendo appunto, che “Ciò che la natura aveva negato per la difesa – in questo caso l’acqua- lo aggiunse l’attività umana”.